Biografia di Cornelio Mario Petazzi, in arte Elio Petazzi (1912-1998)   

All'età di 4 anni riceve come regalo una scatola di colori: con il tempo si rivelerà l'inizio di una passione che durerà tutta la vita.
Da giovane non ama la scuola e lo studio, ma preferisce la libertà della scoperta della natura in tutte le sue forme ed appena può disegna ogni cosa, dai fiori alle figure o paesaggi; tutto gli interessa avendo come prima maestra la natura stessa.
Ad 11 anni fugge di casa ed arriva a Genova: si mantiene come cameriere all'Hotel Casalegno dove ha modo di vedere, disegnare, imparare e raffinare il gusto nei suoi primi lavori, oltre all'incoraggiamento della gente che frequenta l'hotel.
A 13 anni fà il suo primo ritratto ad una ragazza venditrice di castagnaccio: questa tela suscita l'attenzione del Conte Valfredi Bonzo di Torino che apprezzando la fattura dell'opera lo vuole con sè e lo iscrive all'Accademia Albertina.
Anche se di breve durata questo periodo è molto importante per lui perché gli dà la possibilità di studiare, apprendere, oltre che di raffrontarsi con altri.
Successivamente a Milano, mantenendosi in gran parte come cameriere, dipingerà e venderà con disinvoltura.
A 17 anni torna a Genova e presta la sua opera al Dancing Centrale: in questo periodo si profila con sicurezza la sua capacità di pittore, ama la figura, la studia dal vero, la esamina attraverso i classici, e recupera il tempo perduto a scuola preparando così a soli 17 anni la sua prima "personale" a Milano al Caffè Diana. Su 15 opere esposte ne vende altrettante (più di quanto potesse sperare).
Nel suo studio a Genova in una locandina da bassofondo nel Carrugiu du Figo e nel porto ha la possibilità di ritrarre nei modi più diversi.
A circa 20 anni torna a Milano e fa la conoscenza di una pittrice importante che per un buon periodo lo sosterrà e gli insegnerà molto sul disegno, il colore e l'arte dei Grandi Maestri.
Succede poi un periodo di assestamento, quello del militare, in cui non interrompe il suo lavoro, anzi i suoi ufficiali gli commissionano lavori ed ottiene il permesso di usufruire di una stanza nella caserma per continuare a dipingere.
Il resto arriva tutto abbastanza facilmente: alterna un bel periodo romano dal 1935 al 1942 con frequenti ritorni a Genova, città di adozione, a Busto Arsizio nella casa natia di via Felice Cavallotti.
Si sposa nel maggio del 1940 con Giulia Corti (Lià) che è la sua modella da anni e la più importante, anche se ce ne saranno altre.
Seguono una serie di personali, prima in ambito locale come Busto Arsizio, Gallarate, Varese poi Milano, Genova, Torino e Roma ed una volta affermatosi riceve commissioni da tutto il mondo, specialmente Parigi, New York, Beirut, ecc...
Dagli anni 50 in poi accentua la sua pittura dal vero dipingendo instancabilmente ed affinando la sua personalità direttamente nelle piazze di Parigi, Venezia o nei boschi della Brianza, nelle montagne, particolarmente Cortina dove soggiorna per mesi. Nel suo studio di Busto Arsizio esegue su commissione ritratti a gruppi di famiglie o nobildonne in un continuo crescendo di lavori, ma nei nudi raggiunge il massimo del verismo pittorico, con una raffinata armonia di toni caldi e ben accostati.
Lavoratore e perfezionista instancabile dipinge fino a oltre 80 anni, poi si stacca dal mondo esterno di cui non condivide più le nuove teorie pittoriche rimanendo fedele al suo modo di sentire, vedere ed eseguire "l'arte".

 
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